Pubblicati i dati Arpa: respiriamo metano (e non solo)

In questo post, con l’aiuto di Simone Fichera, proverò a fare alcune riflessioni ad alta voce sui dati Arpa che tanto aspettavamo, con una terribile certezza iniziale; l’aria che respiriamo nuoce gravemente alla salute e presenta i seguenti elementi chimici: metano, propilmercaptano, isopropilmercaptano, metilmercaptano, sec-butilmercaptano, acido solfidrico, benzene, toluene, 1,3,5 trimetilbenzene, acrilonitrile, 1,2 dicloroetano. 

Le oscillazioni di concentrazione rilevate sono comprese tra i valori di 2.5 e 10 volte la concentrazione media del fondo naturale. La variazione di concentrazione di metano è stata accompagnata sistematicamente dalla concomitante variazione di concentrazione di alcuni mercaptani, molecole caratterizzate da un odore nauseabondo.

Durante la giornata si evidenziano aumenti e diminuzioni ripentini dei valori e non ci sono livelli basali che si mantengono stabili durante l’arco della giornata. È come se ci fosse un rubinetto che, una volta aperto, sprigiona veleno nell’aria. Gli orari in cui il rubinetto è aperto sono quelli della prima mattinata e della tarda serata, guarda caso orari coincidenti con quelli della puzza, segnalati dai cittadini Mottesi e Misterbianchesi in un apposito gruppo Facebook. 

I singoli grafici riportano un aumento elevato della concentrazione di metano, mercaptani e idrocarburi tutti nello stesso momento, allo stesso orario (vedi grafico sotto); per intenderci non ci sono momenti della giornata in cui vi è una concentrazione maggiore di metano e una diminuzione della concentrazione di mercaptani. Respiriamo i veleni tutti in una volta in un mix letale. Questo significa una cosa scontata; la sorgente di emissione, osservando i dati elaborati dallo spettometro di massa, è unica.

Occorrerebbe (ed è quello che faremo) mettere in relazione lo studio condotto dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio con questi dati, per capire se ci sono elementi in comune tra le concentrazioni di solventi chimici nell’aria. Ciò che l’Arpa non può sostenere con certezza (relazione con l’incidenza tumorale) potrebbe essere sostenuto per analogia confrontando i due studi scientifici, visto che quello del Lazio è fatto appositamente sulle emissioni da discariche RSU.


Ma c’è anche un grave fatto politico. Chissà cosa proverà il Sindaco di Motta in questo momento, sempre più a traino delle iniziative del Sindaco di Misterbianco (lo studio Arpa è stato chiesto da quest’ultimo). I suoi concittadini si ammalano, probabilmente, per via delle emissioni prodotte dall’impianto industriale di proprietà del suo grande amico Mimmo Proto, nonché datore di lavoro del figlio, del nipote e di tanti altri amici. Ma da chi siamo rappresentati? Forse sarebbe il caso di chiedere a gran voce le sue dimissioni per uno scandalo insopportabile, da troppo tempo sottaciuto ma che oggi, dopo la pubblicazione di questi dati, tramuta il mio sentimento di prudenza in rabbia. Vogliamo giustizia! 

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